‘Ho quarantanove anni e rubo con passione. Non per caso, ma con la precisa volontà di arrecare danno. Certo, la roba che rubo mi serve. Robetta mischiata a robaccia. A volte me la mangio, altre volte la indosso oppure me la spalmo sul corpo, la leggo, mi ci sdraio sopra, la rompo. Ci campo, insomma, con la roba. Anche i soldi mi farebbero comodo, ma sono più difficili da ottenere, richiedono un’abilità che al momento non possiedo. Un lavoro, quel poco che mi è rimasto, comunque ce l’ho, anche se non guadagno più come prima: mi hanno gambizzata, i bastardi. È per questo che rubo: per tirare avanti e per nuocere, nuocere il più possibile. Lo faccio con dedizione.’