Descrizione
QUATTRO, come le parti del romanzo, come i suoi protagonisti, come i narratori che si avvicendano, come i rami nel delta del Danubio, come i fiumi lungo i quali scorre l’affresco nel quale chi è nato negli anni ‘70 saprà riconoscersi. Un romanzo sulla delusione di una generazione. Un grande libro sull’amicizia.
Dalla redazione di un giornalino studentesco nei sotterranei di un liceo, sgorga, nella Bologna di fine anni ‘80, l’amicizia tra quattro ragazzi. Le gite d’Appennino, le canzoni urlate, le serate in osteria, un epico viaggio in camper nell’est Europa: il loro scorrere avanti compatti modella i loro percorsi e sparge le loro impronte. Parallela, ora cosciente ora assopita, scorre tutta la loro generazione, spiazzata dalla caduta del muro di Berlino: i fatti di Genova del 2001 saranno lo scoglio che li separerà in un delta di fiumi capaci di riunirsi in mare solo dopo molto tempo. Quando il fallimento personale incontra quello politico, non c’è limite al buio dei presagi. Qualcuno, per sottrarre sé e gli altri alla caduta, non trova altra strada che la follia. Qualcun altro si oppone con piccole e salvifiche azioni quotidiane e si mette cocciuto alla ricerca di un senso
Esther_admin –
Recensione di Rosa Rossi sul suo blog https://librisottobraccio.blog/2024/11/28/a-proposito-di-fiumi/
In copertina, sotto il titolo si legge ‘romanzo’. La mole – 709 pagine – fa pensare all’ampiezza della narrativa ottocentesca. Potrebbe intimorire. Nella realtà, già dalla breve presentazione contenuta nell’aletta della copertina (… Quando il fallimento personale incontra quello politico, non c’è limite al buio dei presagi. Qualcuno, per sottrarre sé e gli altri alla caduta, non trova altra strada che la follia. Qualcun altro si oppone con piccole e salvifiche azioni quotidiane e si mette cocciuto alla ricerca di un senso …), è impossibile sottrarsi alla lettura.
Pagina dopo pagina si viene coinvolti nella vicenda, diviene indispensabile seguirne gli sviluppi, sentendosene parte (ogni lettore in modo diverso in relazione all’età) e trovandosi a ricostruire con le vicende dei protagonisti la propria … (dagli inizi degli anni Novanta quando i quattro amici finiscono il Liceo in avanti, durante il difficile percorso per divenire adulti, e fino al 2014, quando il percorso di uno di loro si chiude).
L’editore – temposospeso, ts -, rivolgendosi al lettore (A te che leggi) lo definisce, a ragione, una polifonia di voci e di testi e con questa definizione allontana qualsiasi dubbio residuo per chi si accinge a voltare pagina per immergersi nella lettura.
Una volta avviata, svincolarsene è impossibile.
I fatti narrati – piccole storie quotidiane di quattro amici dagli anni del liceo all’età adulta nel quadro più ampio, complesso e – spesso – ancora irrisolto delle vicende pubbliche locali, cittadine, nazionali e internazionali – fanno sì che il lettore si trovi risucchiato da quelle vicende e che, inevitabilmente, ad ogni fatto narrato, ad ogni data che costella la narrazione si trovi a domandarsi: “dov’ero quel giorno, con chi ero, cosa stavo facendo o cosa stavamo progettando?” o, ancora, si ritrovi a interrogarsi sui sogni che sono stati anche i suoi sogni e che ha realizzato o ha perduto per la strada, non facile, della vita.
E chi più, chi meno, chi in modo consapevole, chi solo di sfuggita si trova ad essere attore di quel mondo perché, in un modo o nell’altro, quelle stesse vicende le ha vissute, sfiorate, elaborate o anche, semplicemente, ignorate, tenendosene ai margini, guardandole con sospetto o esplicita avversione.
Ma è impossibile svincolarsene anche per la varietà con cui è condotta la narrazione che, preceduta da una Nota fuori stagione e chiusa da un Epilogo, è suddivisa in quattro grandi sezioni, ciascuna con il nome di una stagione, dalla primavera all’inverno. La terza sezione è articolata in quattro tempi, intitolati ai fiumi attorno ai quali si svolgono le vicende (Sillaro, Reno, Bidente, Timavo).
All’interno di ciascuna sezione si alternano voci e generi: racconti e pagine di diario, articoli e quaderni, memorie e documenti, romanzi brevi e almeno un romanzo di dimensioni tradizionali, con le sue circa duecento pagine.
L’alternanza di generi letterari nel suo complesso costituisce un ‘romanzo’ variegato come variegata e complessa è la vita dei personaggi.
Ma il romanzo non è solo un romanzo.
È una vera e propria indagine condotta ricostruendo – carte alla mano – le vicende dei quattro amici dall’anno dell’esame di maturità (come si chiamava fino al 1997 l’attuale Esame di Stato) in avanti ma anche, inevitabilmente, indietro, al fine di ricostruire la storia personale di ciascuno intrecciata a quella familiare e a quella pubblica (l’una si spiega e si chiarisce alla luce dell’altra perché il tempo del ‘privato’ si stava affacciando in modo prepotente – all’inizio degli anni Novanta – con una escalation di cui solo oggi i ‘sopravvissuti’ sono in grado di valutare gli effetti …)
È una cronaca che segue le vicende dei quattro amici ma anche della singola cerchia di parenti, conoscenti, colleghi per venticinque anni (dal 1989 al 2014) che si amplia all’indietro, fino al 1967, per recuperare la storia dei padri cui inevitabilmente quella dei figli si intreccia, definendo un arco temporale di tre generazioni nel quadro più ampio del panorama di un’Italia nata dalla Resistenza e dalla Costituzione che ha faticato (e fatica) a fare i conti con il passato, nelle vicende pubbliche e, necessariamente, in quelle private. E in questo percorso c’è chi resiste, chi percorre la via dell’impegno sociale e politico, chi cerca vie di fuga alternative, lontane dalla città, chi rinuncia, chi si adegua …
Post Scriptum
In corso di lettura ho preso appunti (che, alla fine, non ho riguardato perché non è possibile né sarebbe di aiuto ai lettori svelare fatti particolari senza tradire le vite vissute che ne sono protagoniste) e ho fatto un elenco delle parole che sono state (e sono) anche le parole della mia vita.
Le riporto di seguito come una sorta di promemoria, perché immagino che altri lettori di questo romanzo d’esordio avranno, forse, lo stesso stimolo ad appuntare …
Eccole: liceo, manifestazioni, ciclostile, viaggi, vespa, università, laurea, comune sull’Appennino (con orto e tanti lavori a maglia), studio, famiglia, insegnamento, fuga, approdo.
Ne aggiungo una che nel romanzo non c’è: Rubicone, il fiume che scorre vicino alla nostra attuale dimora, in omaggio all’autore che abita nei pressi del Sillaro, ai confini tra Emilia e Romagna.
Infine, una data: 1967, l’anno delle manifestazioni contro la guerra del Vietnam https://storicamente.org/sessantotto-casilio_link3, le prime a cui ho partecipato a Roma, la città dove ho frequentato il Liceo, alla ricerca di consapevolezza sul mondo e sulle cose.